CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - FRANCENIGO (TV)

CASTELLO DI FRANCENIGO (TV)

Entriamo nel pericoloso e sdrucciolevole campo delle ipotesi. Le teorie di seguito formulate si baseranno essenzialmente sulla verosimiglianza storica ma non saranno, ahimè, supportate da alcuna prova. La prima traccia storica del castello di Francenigo compare nel 1192. Ci troviamo, quindi, nel Basso Medioevo, periodo in cui fiorirono castelli e manieri in tutta Europa e, ovviamente, il Friuli non fece eccezione.

L'immagine classica del castello in muratura risale proprio a questo periodo. Immaginiamo quindi il castello di Francenigo come un'opera in muratura, come in muratura era il castello di Brugnera che i Trevisani distrussero nel 1220. Poiché il castello di Francenigo dipendeva da quello di Brugnera, si sarà trattato, verosimilmente, di una torre di guardia o poco più. Questo poco di più avrebbe potuto constare di una cinta muraria forse neanche troppo alta. Il complesso si sarebbe dovuto trovare sulla riva destra del Livenza, come lo era il castello da cui dipendeva. La sua funzione, probabilmente, constava nel difendere il confine con le terre di Cavolano e la strada che da Brugnera portava, attraverso Francenigo, verso Sacile. Si può dunque immaginare un avamposto con funzione di preallarme per il castello di Brugnera dotato di una piccola guarnigione. Questo è quanto ci si potrebbe aspettare di vedere attorno al 1200 a Francenigo.

Tuttavia, vista l'importanza dell'insediamento, si può presupporre che già nell'Alto Medioevo vi fosse un posto di guardia, dalle caratteristiche simili, ma costruito, per lo più in materiale ligneo, magari su una piccola motta al fine di rialzarlo dal terreno circostante. La motta sarebbe stata particolarmente utile qualora il castello fosse stato costruito a ridosso del fiume, nella sua area golenale soggetta a periodiche esondazioni del Livenza. D'altra parte la costruzione a ridosso del fiume è più che logica, altrimenti viene meno la naturale funzione di protezione del corso d'acqua. Si ricordi che entrambi i castelli di Brugnera sfruttavano al massimo la protezione data dal fiume e, senz'altro, l'avamposto di Francenigo rispettava questa filosofia. Col passare del tempo la costruzione lignea sarebbe stata gradualmente, almeno nelle prime fasi, sostituita con materiale lapideo che meglio resisteva, non solo agli attacchi nemici ma anche al passare del tempo. Non è dato sapere se il castello in pietra sorgesse nello stesso punto di quello ligneo ma è verosimile che ciò fosse accaduto, se non altro perché generatosi per graduale aggiornamento delle opere preesistenti e per sfruttare la motta precedentemente realizzata.

 

( "Annali per la storia di sacile" di Giuseppe Marchesini ), ("Ricostruzione ipotetica del castello di Francenigo a cura Dott. Geol. Mirco Poletto". )

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