CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - PIELUNGO (VITO D'ASIO)

CASTELLO DI PIELUNGO (VITO D'ASIO)

Circondato dalla splendida cornice delle montagne della Val d'Arzino, presso Pielungo (Vito d'Asio) è situato lo splendido castello conte Ceconi edificato, in stile eclettico con un'arhitettura di un neogotico fiabesco che non ha eguali in regione, fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dal conte Giacomo Ceconi sulla preesistente casa natale, nel luogo detto Val Nespolaria, la cui incantevole posizione panoramica accresce il fascino di tutto il complesso.

Ariosto
Petrarca
Dante
Tasso

Le quattro statue in pietra sul cornicione rappresentano Ariosto,Petrarca, Dante e Tasso. I cinque affreschi sopra le finestre del primo piano raffigurano Stephenson, Alessandro Volta, Irene da Spilimbergo, Leonardo da Vinci e Vittoria Colonna. Fra questi cinque personaggi la figura di Stephenson, inventore della macchina a vapore, è quella alla quale il Conte attribuiva buona parte della sua fortuna, legata in particolare alla costruzione di opere ferroviarie." Nella costruzione della favolosa villa padronale che sorge ai margini del paese, il Ceconi palesò tutta l'ingenua ammirazione dell'uomo privo di cultura per alcune personalità fra loro slegate", come osserva il Filipuzzi.

E fu storia straordinaria quella di Giacomo Ceconi, di umilissime origini, nato a Pielungo nel 1833, partito diciotenne per Trieste come emigrante, divenne uno dei massimi costruttori dell'Impero Austro-Ungarico fino a disporre di un'impresa che occupava ben 16.000 dipendenti, in gran parte provenienti dai monti del Friuli. Le sue imprese di costruttore, ed in particolare l'eccezionale anticipo con cui portò a compimento la realizzazione del tunnel dell'Arlberg, gli fecero attribuire il titolo nobiliare da parte dell'Imperatore Francesco Giuseppe.

Mai dimenticò la sua valle, dove volle costruirsi questa residenza che collegò alla pianura realizzando la strada intitolata alla Regina Margherita, opera che gli rese il mutamento del titolo nobiliare asburgico in quello di conte. Morì nel 1910 e volle essere sepolto nella cappella adiacente al castello, nella natia Val Nespolaria.

( "Friuli Venezia Giulia - Guida Artistica " Istituto Geografico DeAgostini, Arti Grafiche Friulane - Udine,1990), (5' Comunità Montana - Val d'Arzino - Val Cosa - Val Tramontina)

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