CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - PIELUNGO - STORIA

CASTELLO DI PIELUNGO (VITO D'ASIO) - STORIA

Il Castello Ceconi, situato nella foresta Ceconi (1883), ultima costruzione realizzata da Giacomo Ceconi, famoso per essere stato uno dei più importanti costruttori di ferrovie e strade nell'Impero Austro-Ungarico. Giacomo Ceconi (1883-1910), di umili origini diventato grande costruttore di ferrovie e creato nobile dall'Imperatore Francesco Giuseppe I e conte da re Umberto I, ampliò enormemente la casa natale negli 1890-1908 facendole assumere le linee di un castello ghibellino, con statue e affreschi sulla facciata. Il conferimento del titolo di conte della Corona d'Italia richiedeva, secondo una tradizione ormai secolare, che Giacomo Ceconi erigesse una residenza dalle caratteristiche e dalle proporzioni di un castello. Si trattò di una villa che negli intenti del ceconi avrebbe dovuto tenere legati i suoi discendenti alla natale Pielungo. Per i lavori dell'edificio (in Val Nespolaria) Giacomo Ceconi si trattenne sempre più frequentemente e sempre più a lungo nel suo borgo natio (1890-1908) per attendere alla progettazione e alla costruzione di tale sua residenza nobiliare, non mancando pure di adoperarsi nel contempo anche per il suo paese.Dopo il sisma del 1976, l'edificio è stato riattato dall'Azienda Regionale delle Foreste.

Facciata principale con le statue di quattro poeti: Ariosto, Petrarca, Dante e Tasso, statue erette a decorare la facciata del palazzo. Il castello Ceconi, imponente costruzione neo-gotica dallo stile eclettico con venature di liberty e dai riflessi medioevali e rinascimentali, presenta merlature e balconi gotici accanto a finestre rettangolari. I loggiati dalle calde tonalità cromatiche fanno da contrappunto agli affreschi che si snodano lungo le due ali del palazzo e a quelli inseriti nelle lunette dei finestroni gotici.

Accanto alle figure del genio italiano, vi è un unico straniero: George Stephenson, l'inventore della locomotiva. Nelle due lunette delle finestre situate ai lati dell'ingresso principale si trovano gli affreschi, a sinistra di stephenson, e a destra, di Alessandro Volta. La raffigurazione della Madonna con Bambino, sopra il portale principale.

Nell'ordine superiore, sopra le tre finestre del primo piano sono raffigurate Irene da

Madonna con Bambino
Spilimbergo e Vittoria Colonna. Tra le due figure muliebri trova posto nella lunetta centrale Leonardo da Vinci. Uno degli imponenti torrioni merlati reca l'effige di Alessandro Manzoni. Fra le torri la più alta e sottile era stata così concepita per accogliere una campana che era servita nei cantieri per chiamare a raccolta gli operai. Il piazzale antistante al palazzo si apre imponente fra i boscosi pendii montani. Tale piazzale viene impreziosito da una fontana in cemento, a forma circolare e a due piani concentrici nella quale giungeva l'acqua dell'acquedotto "Agaviva".

( "Friuli Venezia Giulia - Guida Artistica " Istituto Geografico DeAgostini, Arti Grafiche Friulane - Udine,1990), (5' Comunità Montana - Val d'Arzino - Val Cosa - Val Tramontina)

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