CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - POLCENIGO - STORIA

CASTELLO DI POLCENIGO - STORIA

Informa il Nono che "verso la fine del secolo XVII" fu eretto "dall'architetto Lucchesi per ordine del conte Ottavio" il castello attuale sotto forma di villa Veneta al posto di quello antico che la tradizione vuole distrutto da un incendio. Noi ce lo immaginiamo quello antico con torri merlate, cortine, battifredi e ponti levatoi. Dal posto elevato nel quale era collocato doveva certamente incutere timore agli assalitori. Con l'avvento della Repubblica Veneta verificatosi nel 1419 anche i conti liberi di Polcenigo marchesi di Mizza, perdettero la loro importanza politica e il largo uso delle artiglierie che sbriciolavano le muraglie resero inutili questi manieri per cui non è condannabile l'idea del conte Ottavio di ridurre la dimora avita alla moderna forma di villa monumentale.

L'architetto veneziano Matteo Lucchesi da lui scelto, zio del grande incisore Gianbattista Piranesi, fu funzionario al Magistrato delle Acque, amico del Temanza, studioso di antichi monumenti, seguace del Palladio. Progettò anche il palazzo del Monte di Pietà a San Daniele del Friuli iniziato nel 1769. Si spense a Venezia nel 1776. Il Brusatin considera la villa-castello di Polcenigo la sua più notevole opera di architettura.

Ancora il Nono scive che i moderni proprietari vollero "un palazzo elegante con tutte le comodità possibili adorno all'interno di stucchi, di pitture, di specchi, di arazzi, coi caminetti alla francese e la sala da ballo con la ringhierra ed altre raffinatezze che ne rendevano delizioso il soggiorno".

Ora tutto è in rovina. La doppia scalinata di trecentosessantasei gradini è stata demolita ed in parte riutilizzata per cingere il sagrato della chiesa di Vigonovo. All'infuori della facciata a sud quasi tutto è crollato o demolito ed i materiali sono stati dispersi o riutilizzati in chissà quali costruzioni.

Nel 1923 il Nono nella pubblicazione innanzi citata auspicava che "il patrio Governo o qualche istituto... od un ricco signore intervengano per togliere da tanta desolante miseria il bel palazzo, restaurandolo e rendendolo checchessia abitabile, impedendone la scomparsa da tutti deprecata".

 

("Italico Nono, Sacile e la castella del Livenza", Tipografia Editrice Sacilese. Sacile 1923.),( "Polcenigo mille anni di storia" Antonio Forniz, Editore il Comune di Polcenigo 1977), (Manlio Brusatin, Catalogo mostra illuminismo e architettura del Settecento Veneto. Grafiche G. Parone, Resana 1969).

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