CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - PORCIA - STORIA

CASTELLO DI PORCIA - STORIA

In uno scritto cinquecentesco il conte Gerolamo di Porcia così descrive Porcia: "Porzia castello murato e contado di là del tagliamento verso ponente...Questo castello è grosso benissimo accasato con acque assai: vi sono belli palazzi de'Conti e due bellissime torri una delle quali si dice antica di più di 1600 anni ".

L'origine del castello dovrebbe essere medioevale e risalire intorno al Mille. Forse quella torre di 1600 anni di cui parla il conte Gerolamo è inglobata nel castello e forse un'indagine alle fondamenta potrebbe portare a cogliere notizie interessanti su questa torre romana. Di certo, attualmente, vi è soltanto il primo documento sul castello, inerente una donazione del 1178, che risulta stipulato in castro Porczile.

Da parte sua lo storico Andrea Benedetti (in" Pordenone") così dice di porcia:" La storia dell'odierno grosso paese si identifica con la storia dell'illustre famiglia di Porcia, che fu una delle più antiche del Friuli e occupò il primo posto nel suo Parlamento in quanto comites et liberi, investita il 5 settembre 1188 dal Patriarca di Aquileia “cum comitatu”. Ebbe per capostipite Gabriele di Prata e, imparentata con Ezzelino da Romano, seguì per lungo tempo le sorti del partito ghibellino".

Ma quando la storia del castello si unisce a quella della omonima famiglia, che da esso prese il nome? I Porcia, s'è detto, derivano dai di Prata, il cui capostipite - o almeno il primo ad essere citato in fonti documentate - fu Gabriele, che troviamo nel 1112 e nel 1140 quale avvocato delle chiese di Concordia e Ceneda. Dopo Gabriele troviamo Gueccello di Prata, che nel 1188 ebbe la prima investitura Patriarcale “ cum comitatu ”. Successivamente la famiglia di Prata, Porcia e Brugnera si divise in due famiglie distinte allorchè i due figli di Guecello di Prata, morto dopo il 1203, Gabriele e Federico, nel 1214 si spartirono il patrimonio paterno: a Gabriele rimase il castello di Prata, a Federico quelli di Porcia e Brugnera, castelli dei quali assunse il nome, che ancor oggi viene trasmesso ai suoi discendenti. I di Prata, invece, dopo la distruzione del loro castello da parte dei Veneziani nel 1419, andarono in esilio e si estinsero nel secolo seguente. Successivamente questo ramo della famiglia di Porcia si divise in due "subrami", uno dei quali continuò nella linea comitale, mentre l'altro assunse invece dignità principesca. Per la loro importanza i Porcia si imparentarono con le principali famiglie del Friuli, della Marca Trevigiana, dell'Italia e anche straniere. Qualche nome può essere significativo: i Romano, i Carraresi, i da Camino, i della Torre, i Visconti, i della Scala, i Savorgnan, i Polcenigo, i Colloredo, i Fugger, gli Stahrenberg. Impossibile seguire qui tutte le vicende che improntarono la storia di questa famiglia e, di riflesso, del castello e del borgo di Porcia. L'importanza del Borgo è confermata anche dal fatto che qui già nel 1451 degli ebrei vi aprirono un banco di pegni. Contrariamente a quanto avvenne in quasi tutto il resto del Friuli, le orde turche nel 1499 nulla poterono contro il munitissimo castello di Porcia. Dopo la presa del potere da parte della Serenissima i Porcia ne furono fedeli servitori. E ciò fino all'epoca napoleonica, quando finì il potere feudale, ma i Porcia rimasero saldamente nel loro castello avito.

("Tra castelli, torri ed Abbazie del Friuli Venezia Giulia", Anna Marcolin,Grafiche Fulvio-UD, 1988) ,("Il Friuli Venezia Giulia paese per paese", volume III, Bonechi Editore, nuova litografia Firenze, 1985),("Guida alla Provincia di Pordenone-Storia, art,e cultura e territorio" - Grafiche Risma, Roveredo in Piano (PN) - 2003)

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