CASTELLIPORDENONE
CASTELLO - TORRATE - STORIA

CASTELLO DI TORRATE - STORIA

Per quanto riguarda la frazione di Tajedo di Chions, riporta E. Degani nel suo Annuario della Diocesi di Concordia-Pordenone "Dal 1580 al 1585 si agitò una fierissima controversia fra il Patriarca Giovanni Grimani e la Repubblica Veneta , per il feudo di Taiedo che apparteneva ad un ramo della famiglia Altan, estintosi in quegli anni. Per comporla intervennero il Papa e i Re di Francia e Spagna; la Repubblica fu minacciata di censura e finalmente regnando Sisto V pontefice, la controversia fu sopita coll'espediente trovato dal Senato Veneto di far dono di quel feudo al sommo Pontefice".

Come mai così illustri personaggi si siano dati da fare per Tajedo rimane un mistero...

Il 6 agosto 1433, Ermanno di Sbrojavacca chiese al Vescovo di Concordia una nuova investitura dei feudi "essendochè aveva perduti nelle guerre precedenti gli strumenti di antiche investiture"(Degani, op.cit).

Gli Sbrojavacca costituivano un casato (tuttora esistente) ricco e potente, le cui origini sono tuttavia ignote. Già nel corso del Duecento, però, avevano alto prestigio nella Patria del friuli. Ebbero nel tempo, feudi e investiture dal Patriarca di Aquileia, dai Conti di Gorizia, dall'Abate di Sesto, dal Vescovo di Concordia: afferma il Miotti in proposito "si direbbe che (...) facessero a gara per tenersi buoni questi signorotti della bassa".

Lungo e complicato sarebbe qui seguire le vicende di questa famiglia, che contava, comunque, più rami collaterali. Bisogna però ricordare che il castello principale era nella località detta Torrate, dove ancor oggi si può vedere l'unico resto: una possente torre.

Sembra che il castello fosse stato saccheggiato e danneggiato nel 1511 da "Leonardo di Prodolone, ribelle alla Serenissima, acerrimo nemico degli Sbrojavacca e fautore di Massimiliano Imperatore. Agli inizi del secolo XIX il castello aveva subito notevoli trasformazioni su disegno di F.M. Preti, architetto di Castelfranco: pare avesse assunto l'aspetto di un grosso palazzo.

Verso il 1820 anche questo palazzo fu demolito; così oggi, dell'antico complesso, è superstite una sola torre".

("Il Friuli Venezia Giulia paese per paese", volume I, Bonechi Editore, nuova litografia Firenze, 1985), ("Tra castelli, torri ed Abbazie del Friuli Venezia Giulia", Anna Marcolin,Grafiche Fulvio-UD, 1988)

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